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Riunione della direzione della ICR – Obiettivo: 10mila comunisti organizzati!

da www.marxist.com

All’inizio di febbraio, mentre Trump concentrava la sua flotta nel Golfo Persico, le masse del Minnesota ingaggiavano una lotta frontale contro l’ICE e i crimini della classe dominante rivelati dai file di Epstein lasciavano il mondo inorridito, novanta dirigenti comunisti rivoluzionari da tutto il mondo si riunivano in Italia.

Ci siamo riuniti per fare il punto non solo sulla valanga di importanti avvenimenti a livello mondiale, ma anche sui progressi che i comunisti stanno ottenendo su ogni fronte, mentre le nostre idee si connettono con un settore sempre crescente di persone. Secondo le parole di Alan Woods, segretario e teorico dell’ICR:

Non riesco a ricordare un periodo in cui la nostra tendenza, l’autentica tendenza trotskista e marxista, sia stata tanto forte, fiduciosa nei propri mezzi e abbia ottenuto tanti successi come adesso.

La nostra forza deriva dal fatto che abbiamo riconosciuto fin da subito quanto profonda sia la radicalizzazione che sta avendo luogo a livello globale, all’interno di una nuova fase che si apre in tutto il mondo. Ad essa, abbiamo risposto con una rivoluzione interna completa nel 2023, che è culminata nella fondazione dell’Internazionale Comunista Rivoluzionaria.

Quando abbiamo cominciato questa rivoluzione, la nostra Internazionale contava 4400 militanti, che rappresentavano già una crescita dell’85% dall’inizio della pandemia. All’ultima riunione della direzione dell’ICR, abbiamo registrato che abbiamo più di 8000 membri in tutto il mondo, un’ulteriore crescita dell’80%. Tuttavia, come ha detto Alan, “E questo è solo l’inizio. Sì, è solo l’inizio”.

I comunisti stanno continuando ad avanzare ovunque, a livello quantitativo e qualitativo.

E adesso, ci stiamo avvicinando ad una situazione in cui avremo presto 10mila rivoluzionari organizzati in tutto il mondo e non una, ma numerose sezioni nazionali con più di 1000 iscritti.

La fine del secolo americano

Siamo riusciti a fare questi progressi perché abbiamo capito una cosa che nessuno dei pessimisti professionisti della “sinistra” ha capito. Sotto la superficie, si sta sviluppando un processo profondo di radicalizzazione, che viene sospinto da questa valanga di avvenimenti che stanno scavando nelle coscienze.

Tale valanga è il frutto della crisi del capitalismo e, soprattutto, delle convulsioni della principale potenza imperialista al mondo, gli Stati Uniti, che è adesso in uno stato accelerato di declino relativo.

Jorge Martin ha introdotto la riunione con una panoramica delle azioni di Trump dall’inizio del 2026: il rapimento di Maduro in Venezuela, la minaccia di invadere la Groenlandia, l’embargo nei confronti di Cuba e ora le minacce contro l’Iran.

È facile concludere che tutto questo caos sia il prodotto della follia di Trump. Jorge Martin ha citato Shakespeare: “sarà anche follia, ma c’è del metodo in essa!”.

Sicuramente, esiste un elemento di follia nelle azioni di Trump, ma c’è anche una certa logica. L’imperialismo americano è in declino. È dilaniato dalle crisi sociali, l’ultima delle quali è stata l’esplosione sociale in Minnesota, che i compagni hanno discusso nella riunione in Italia. Trump vuole rafforzare l’imperialismo americano, riconoscendo che non è in grado di governare il mondo intero. Sta così tentando di riorientarsi verso i centri principali per gli interessi imperialistici degli Stati Uniti: prima l’Emisfero Occidentale e poi il Pacifico.

Ciò ha un impatto enorme in tutti i continenti.

America Latina

In America Latina, la prepotenza sfrontata (non solo del Venezuela, ma anche di Cuba, Colombia, Messico, ecc.) sta diventando la noma, con la “Dottrina Donroe” di Trump.

In questo contesto, abbiamo visto nell’ultimo periodo avanzamenti importanti delle forze del comunismo in tutto il continente. La riunione è stata informata di come in Messico la nostra sezione sia cresciuta di quasi cinque volte dall’aprile del 2023 e abbia ormai superato i 500 militanti.

Nel frattempo, la presidenza ha proposto un punto speciale all’ordine del giorno per trarre le importanti lezioni derivanti dalla scissione della nostra vecchia sezione brasiliana lo scorso anno. Infatti, da quella scissione è emersa per la prima volta una vera sezione dell’ICR in Brasile, che condivide le idee e le prospettive dell’Internazionale.

I compagni sono stati informati di come l’ICR in Brasile sia cresciuta del 30% appena pochi mesi dalla sua fondazione. Ciò testimonia il loro entusiasmo per le idee della nostra Internazionale, che stanno ormai circolando senza impedimenti in tutta la sezione per la prima volta. Il lavoro dei nostri compagni brasiliani è motivo di orgoglio e di entusiasmo in tutta l’Internazionale.

Nel complesso, questi importanti sviluppi per l’ICR in America Latina ci mettono in una posizione eccellente per portare avanti le idee del comunismo nel periodo tumultuoso che ci attende.

Questo autunno, organizzeremo una scuola panamericana epocale per i comunisti di tutto il continente, che si terrà per la prima volta in tre lingue: spagnolo, portoghese e inglese.

Riformismo di sinistra

Il mondo in cui Trump si è sbarazzato dell’ipocrita ordine mondiale “fondato sulle regole” a vantaggio di una sfacciata prevaricazione imperialista si sta combinando con un’altra miriade di motivi di malcontento prodotti dall’inflazione, dalla stagnazione e dal declino delle condizioni di vita, da scandali come quello di Epstein, che stanno facendo accumulare una rabbia immensa.

E questa rabbia, soprattutto tra i giovani, si è manifestata in una serie di esplosioni: nelle rivoluzioni della Generazione Z, negli scioperi generali per la Palestina ad ottobre e più di recente a Minneapolis. Ma ciò che manca, in generale, è la direzione.

La classe lavoratrice sta cercando in tutti i modi di trovare un punto di riferimento. Dal 2008 in poi, numerosi partiti e individui, che descriveremmo come riformisti perché rifuggono la rivoluzione e vogliono creare una specie di “capitalismo dal volto umano”, hanno tentato di incanalare questo stato d’animo. Tuttavia, un simile capitalismo dal volto umano è una chimera.

Alla fine, le loro politiche riformiste li hanno costretti a piegarsi ai dettami del sistema. Così come sono saliti alla ribalta, sono caduti: Syriza in Grecia, Podemos in Spagna, il movimento di Corbyn in Gran Bretagna, Sanders negli Stati Uniti e così via. Tutti hanno fallito.

Di conseguenza, un settore della gioventù ha scavalcato questi leader a sinistra e molti stanno imbracciando il “comunismo”. Dobbiamo connetterci a questo settore. Ma siamo troppo piccoli per occupare pienamente il vuoto di direzione che esiste.

I riformisti in quanto tali non vengono messi alla prova una volta per tutte, ma possono ripresentarsi in assenza di alternative. Lo vediamo oggi con Mamdani a NewYork, con Gustavo Petro in Colombia, con lo spostamento a sinistra del Partito dei Verdi in Gran Bretagna.

Nel corso di un’importante discussione teorica sul riformismo di sinistra, abbiamo discusso come affrontare questi fenomeni. Come disse Trotskij, “il compito principale di un partito rivoluzionario consiste nel liberare la classe operaia dall’influenza del riformismo”.

Ma ciò richiede una riflessione. Non si può ottenere ciò solo con la denuncia politica o ignorando questi fenomeni. Non esiste un approccio valido per tutte le stagioni. Come si è spiegato nel dibattito, l’assolvimento di questo compito richiede di “resistere alla ripetizione di vecchie formule e di prepararci a livello politico, organizzativo e psicologico alle opportunità e alle sfide che ci attendono”.

Avanziamo ovunque

La settimana di discussione è terminata con un bilancio di quello che abbiamo ottenuto finora e i passi che dobbiamo ancora intraprendere. Quasi ovunque, i comunisti rivoluzionari stanno crescendo e avanzando con fiducia.

Oggi, vendiamo tre volte e mezzo il numero di libri che vendevamo nel 2020. Le vendite della rivista In Defence of Marxism sono cresciute quest’anno del 26%. Le nostre finanze sono più solide. Il nostro apparato è più forte. Le visualizzazioni del nostro sito, la diffusione dei nostri contenuti social e il numero di ascoltatori dei nostri podcast: tutti questi dati convergono nella stessa direzione.

E facciamo passi avanti in un paese dopo l’altro.

In Gran Bretagna siamo cresciuti da 1200 militanti a 1350. In una commissione speciale, si è tracciato un quadro generale di come questi avanzamenti siano stati ottenuti. Si è spiegato come la direzione ha rafforzato tutti gli aspetti del lavoro, dal centro nazionale alle finanze, all’intervento studentesco, grazie al quale abbiamo raddoppiato la nostra base studentesca da settembre.

Un quadro simile è presente ovunque. In Danimarca, Svizzera e in Francia, l’ICR è cresciuta del 30% nel corso dell’ultimo anno. Negli Stati Uniti, di quasi il 40%. In Irlanda e in Messico del 100% e del 125%! Si potrebbero sciorinare molti altri dati simili, che riflettono lo stesso processo.

Il segreto, se lo si può chiamare così, si può riassumere in tre cose.

Primo, ovunque ci siamo orientati con audacia alla gioventù.

Dobbiamo lasciare ai giovani che reclutiamo l’iniziativa, dare loro la titolarità del lavoro. I migliori tra di essi devono essere promossi in maniera oculata, per giocare un ruolo nella direzione del lavoro a livello locale, regionale e persino nazionale. Bisogna creare uno spazio per loro.

Nelle sue considerazioni conclusive, Alan Woods ha domandato:

Riflettete con franchezza su voi stessi e chiedetevi onestamente: possiedo ancora oggi, alla veneranda età di 32 anni, possiedo ancora onestamente la stessa fiamma, lo stesso spirito, la stessa scintilla di quando avevo 16, 17, 18 anni?

Dobbiamo basarci su questo elemento vivo. Sui giovani, sui giovanissimi, come hanno affermato molti compagni, dobbiamo avere fede in loro, fiducia in loro.

Il secondo fattore è la teoria, le idee: dobbiamo infondere nell’organizzazione le potenti idee del marxismo.

La direzione deve riporre un’attenzione meticolosa soprattutto nella formazione dei giovani. Se stiamo chiedendo ad un giovane comunista di venire ad una riunione di circolo o ad un gruppo di lettura per due ore, assicuriamoci che quelle due ore prevedano una discussione politica ponderata, coinvolgente e ben preparata. Se chiediamo ai giovani compagni di impegnare una giornata per un seminario, assicuriamoci che escano dal seminario ispirati, con il fuoco negli occhi, dal momento che si è garantita un’attenzione scrupolosa alle idee, ai contenuti, alla discussione.

Questa è la chiave per assicurarci di avere il terzo fattore: l’entusiasmo, che è la chiave della costruzione. Nelle parole di Alan:

“Conosco i nostri compagni, conosco questa Internazionale, conosco questa organizzazione molto bene. Vi dirò: una volta che i compagni sono motivati e capiscono cosa devono fare, nulla li può fermare. Questo è il segreto. Non ce ne sono altri. E dipende da voi.

Pertanto, ritorno a quanto dicevo. Non dovete mai perdere questa scintilla, questa energia, questo spirito. Se lo fate, siete perduti. Siete morti”.

Se facciamo un bilancio di ciò che abbiamo ottenuto, analizziamo le scosse nella situazione mondiale e le opportunità infinite che tutto ciò crea per i comunisti, se consideriamo quante cose riusciremo a fare in più mentre ci avviciniamo all’importante scalino non solo di 10mila iscritti in tutto il mondo, ma di 10mila quadri temprati e formati a livello teorico, pronti a sostenere qualsiasi sacrificio, come possiamo non essere pieni di entusiasmo e di ottimismo?

Non è un falso ottimismo. È un ottimismo con solide fondamenta, radicato nella comprensione del fatto che mentre la storia del mondo si approssima ad una svolta decisiva, anche noi ci poniamo alla sua altezza. Mediante un lavoro paziente, quotidiano, stiamo accumulando le forze e innalzando i pilastri di una potente forza comunista che, nel futuro, interverrà in maniera decisiva per cambiare il corso della storia umana.

 

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