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5 Febbraio 2026
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Bologna – Gli studenti dicono NO alle provocazioni fasciste

di Sid Marturano

La sezione di Bologna del PCR si è ritrovata ad affrontare e gestire un vero e proprio attacco da parte di un’organizzazione fascista; nel contesto dell’organizzazione di un’assemblea studentesca è stato messo in discussione il diritto degli studenti di affrontare temi di attualità e gestire attività politiche.

Tutto è nato da un post di Azione Studentesca: si tratta di un gruppo gemellato con Gioventù Nazionale, la sezione giovanile e studentesca di Fratelli d’Italia, dunque associato in tutto e per tutto al Governo. Questa organizzazione aveva già fatto parlare di sé a causa della sua visione della scuola come un luogo di indottrinamento volto alla propaganda di sinistra, portata avanti dagli stessi insegnanti; tra le azioni portate avanti, i tentativi di schedare e stilare una lista dei docenti che hanno sostenuto la Palestina o espresso posizioni a sinistra.

A Bologna si va a scuola di comunismo” così è stata bollata dai giovani meloniani sui loro social un’attività di dibattito e discussione che aveva come tema centrale l’imperialismo statunitense e la situazione politica mondiale. Non solo: Azione studentesca si opponeva esplicitamente alla nostra presenza come Partito Comunista Rivoluzionario, accusandoci di indottrinamento e di portare attività prive di un “contraddittorio”. Durante la notte, i membri di Azione Studentesca hanno anche tappezzato il muro della sede delle Laura Bassi con dei volantini nei quali ribadivano la loro posizione, fatto avvenuto anche al liceo Minghetti: come riferisce USB sui propri social, la Digos si è preoccupata di identificare alcuni studenti intenti a rimuovere i volantini, anziché i membri del gruppo fascista che li ha affissi!


Una provocazione inaccettabile. Coloro che ci accusano di usare la scuola come “campo di indottrinamento” e propaganda sono gli stessi che agiscono legati a un governo che rende la scuola un ambiente sempre più repressivo, dove la discussione politica e le posizioni critiche vengono sempre più inibite. Abbiamo ritenuto fondamentale intervenire e rivendicare il nostro diritto di partecipare attivamente alle assemblee studentesche portando apertamente le nostre idee e dialogando con gli altri studenti; per farlo, abbiamo pubblicato a nostra volta un comunicato e organizzato un presidio antifascista la mattina del 4 febbraio, giorno dell’assemblea, appoggiato poi anche dal collettivo Laura Bassi.

La mattina del 4 febbraio, un gruppo di compagni si sono presentati davanti alla sede del liceo con striscioni e megafoni, e hanno preso parola: negli interventi si è sottolineata non solo l’importanza di difendere il diritto trattare temi politici a scuola, ma anche il fatto che sia inammissibile la presenza di organizzazioni fasciste che si oppongono alla nostra presenza e al nostro lavoro nelle scuole. Il presidio, convocato da noi, è stato rinforzato dalla presenza e dagli interventi dei membri del collettivo delle Laura Bassi, del collettivo Lucio Dalla nato di recente, e di altre organizzazioni politiche. Ma, fatto più importante, almeno un centinaio di studenti hanno partecipato al presidio, dimostrando che le Laura Bassi dicono no ai fascisti!

Come comunisti sappiamo che per cacciare i fascisti dalle nostre scuole serve mobilitare la classe lavoratrice, e così a testa alta abbiamo portato a termine non solo il presidio ma anche la nostra assemblea!

Solo la lotta può sconfiggere i fascisti, continuiamo la costruzione del partito rivoluzionario! Continuiamo la lotta per la democrazia proletaria!

 

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