
Imperialisti e Pahlavi – Giù le mani dall’Iran!
14 Gennaio 2026
Venezuela: Machado consegna il Premio Nobel a Trump – Il capo della CIA incontra Delcy Rodriguez
21 Gennaio 2026Respingere le minacce di Trump sulla Groenlandia – La lotta per la libertà della Groenlandia è una lotta per il socialismo – (Dichiarazione del RKP, sezione danese dell’ICR)
di Revolutionært Kommunistisk Parti – sezione danese dell’Internazionale Comunista Rivoluzionaria
Pubblichiamo la dichiarazione dei nostri compagni danesi sulle minacce di Trump sulla Groenlandia, pubblicata originariamente in danese su www.marxist.dk.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump vuole conquistare la Groenlandia. Sostiene che porterà la pace e darà l’indipendenza ai groenlandesi, ma è ovviamente una menzogna.
Quando Trump dice che gli Stati Uniti devono possedere la Groenlandia, non sta solo esprimendo un suo capriccio, ma gli interessi dell’imperialismo statunitense. Gli Stati Uniti non possono permettere che nessuno dei loro rivali – la Russia e soprattutto la Cina – acquisisca influenza in Groenlandia, sia sulle sue risorse naturali che dal punto di vista geostrategico. Gli Stati Uniti hanno bisogno del controllo della Groenlandia per garantire i propri interessi nell’Artico, in un contesto di conflitti crescenti tra le potenze imperialiste mondiali.
Gli Stati Uniti non sono più in grado di agire come “poliziotti” del mondo intero, e il declino relativo dell’imperialismo statunitense ha portato Trump a concentrarsi sull’emisfero occidentale. Non si fermeranno davanti a nulla per garantire il loro dominio in quella zona, come abbiamo visto all’inizio di gennaio in Venezuela. Gli Stati Uniti hanno bisogno di possedere la Groenlandia, e quindi il loro obiettivo è quello di conquistare il paese.
È chiaro che il popolo groenlandese non può aspettarsi nulla di positivo dagli Stati Uniti, che trattano loro e il loro paese come merci che possono essere acquistate o, se necessario, sottratte militarmente. Il Partito Comunista Rivoluzionario, sezione danese dell’ICR, condanna fermamente la minaccia imperialista degli Stati Uniti di conquistare la Groenlandia.
I politici danesi sono sconvolti dalle “tattiche tipiche del bullismo” di Trump in Groenlandia e si appellano al cosiddetto ordine mondiale basato sulle regole e al diritto delle nazioni all’autodeterminazione. Ma la loro ipocrisia è lampante.
Dov’erano finora le loro critiche all’imperialismo americano? Nessuna. Al contrario, il governo danese ha sostenuto incondizionatamente tutti i progetti imperialisti degli Stati Uniti negli ultimi trent’anni, in Afghanistan, Iraq, Siria, Libia, Ucraina e in molti altri luoghi. Hanno appoggiato gli Stati Uniti e Netanyahu nel genocidio di Gaza. E quando gli Stati Uniti hanno recentemente infranto tutte le “regole del gioco” internazionali in Venezuela, le loro critiche sono state inesistenti.
La classe dominante danese ha iniziato a criticare l’imperialismo statunitense solo nel momento in cui i suoi interessi specifici sono stati messi in pericolo. Anche ora, che la minaccia degli Stati Uniti è reale, sta facendo tutto il possibile per continuare a placare gli americani. Tra le altre cose, sta mantenendo fedelmente l’accordo di base che consente basi militari americane sul suolo danese. I politici danesi non hanno alcuna intenzione di muovere un dito in una vera lotta contro l’imperialismo statunitense. Al contrario, si aggrappano alla speranza di tornare a un’epoca passata in cui potevano viaggiare in terre lontane e proteggere i propri interessi capitalistici sotto l’ala protettiva dell’imperialismo statunitense.
Il governo danese si presenta come l’unico garante dell’indipendenza della Groenlandia, ma questa è una menzogna tanto quanto quella con cui Trump sta cercando di convincere i groenalndesi. La verità è l’opposto. La Groenlandia è una colonia della Danimarca. Gli appelli di Trump ai groenlandesi toccano un nervo scoperto quando sottolinea come la Danimarca abbia brutalmente oppresso la Groenlandia per oltre trecento anni. L’imperialismo danese è responsabile della povertà in Groenlandia, e i politici danesi si comportano ancora come padroni coloniali. Si sono interessati ai groenlandesi solo il giorno in cui Trump ha lanciato le sue minacce. Non hanno alcun interesse a garantire loro una vera indipendenza, ma solo a mantenere il dominio danese attraverso la conservazione dell’unità del Regno di Danimarca (una sorta di Commonwealth tra Danimarca, Far Oer e Groenlandia, Ndt).
Il governo danese difende gli interessi imperialisti danesi, ovvero gli interessi dei capitalisti danesi in tutto il mondo. Questo vale per l’accesso alle materie prime, ai mercati, alle opportunità di investimento e alle sfere di interesse. Ma lo stato danese è troppo debole per affermare da solo gli interessi capitalistici danesi a livello globale, e quini si è arricchito sulla base della subordinazione agli Stati Uniti.
La Groenlandia è una componente estremamente importante delle strette relazioni della Danimarca con gli Stati Uniti, soprattutto da quando Trump è salito al potere, poiché la partecipazione e l’impegno danesi in Afghanistan, Iraq e Ucraina non costituiscono più un punto a favore della Danimarca agli occhi degli americani. I politici danesi cercano quindi disperatamente di non rinunciare al controllo della Groenlandia, perché ciò reciderebbe un legame cruciale nelle relazioni tra Danimarca e Stati Uniti. La situazione in Groenlandia mette la classe dominante danese in una situazione senza via d’uscita: ha bisogno degli Stati Uniti, ma ora gli Stati Uniti minacciano di privarla proprio di ciò che le garantisce questo rapporto speciale con gli Stati Uniti.
L’opposizione ai tentativi dell’imperialismo americano di impossessarsi della Groenlandia non deve portarci a difendere il dominio dell’imperialismo danese.
Di fronte alla minaccia di Trump, la Enhedslisten (Alleanza Rosso-Verde) ha schierato tutto il suo peso a favore dell’imperialismo danese. Con Pelle Dragsted alla guida, sono tra i più ardenti difensori dell’unità del Regno di Danimarca, ovvero dell’oppressione coloniale danese della Groenlandia. L’unica differenza tra la loro linea e quella del governo danese è che la Enhedslisten si oppone all’imperialismo statunitense. Ma né l’imperialismo danese né quello europeo rappresentano un’alternativa all’imperialismo statunitense. Gli unici ad avere un reale interesse a opporsi all’imperialismo americano sono le classi lavoratrici: danesi, groenlandesi e americane.
Oggigiorno, uno dei pilastri più importanti del capitalismo danese sta vacillando: l’istituzione, risalente a trecento anni fa, dell’unità del Regno di Danimarca, anzi il Regno di Danimarca stesso. Il governo è estremamente indebolito, con livelli di fiducia e popolarità storicamente bassi. Ora si trovano ad affrontare la peggiore crisi in politica estera dalla Seconda Guerra Mondiale, e in questo momento è nostro compito sfruttare questa crisi per sferrare il colpo più duro possibile all’intero ordine capitalista in Danimarca.
Innanzitutto, lo facciamo denunciando come la lotta per le colonie e le sfere di influenza sia parte integrante del sistema capitalista. La lotta per il diritto all’autodeterminazione della Groenlandia può essere realizzata solo attraverso una lotta contro l’imperialismo, ovvero una lotta per una rivoluzione socialista mondiale.
Come comunisti in Danimarca, questa lotta inizia con la lotta contro la classe dirigente danese e l’imperialismo danese. Lo facciamo come parte della lotta internazionale contro l’imperialismo e l’oppressione, per una rivoluzione mondiale socialista, fianco a fianco con i nostri compagni negli Stati Uniti e nel resto del mondo, attraverso l’Internazionale Comunista Rivoluzionaria.
- Condanniamo le minacce imperialiste di Trump!
- Unisciti alla lotta per una Groenlandia libera!
- Unisciti alla lotta contro l’imperialismo danese!
- Unisciti alla lotta per una rivoluzione socialista mondiale!
