
I giovani dicono No alla propaganda di guerra
18 Dicembre 2025
Elezioni presidenziali in Cile – Perchè ha vinto Kast?
22 Dicembre 2025E’ uscito il nuovo numero della rivista teorica del PCR Falcemartello, La rivoluzione coloniale e la lotta per il comunismo, disponibile a questo link della nostra libreria online. Ne pubblichiamo l’introduzione.
Questo numero 15 di falcemartello è dedicato a due temi fondamentali nella fase odierna.
Il primo è la lotta al colonialismo, tema bruciante oggi, quando è in campo un movimento internazionale di solidarietà con il popolo palestinese. Un movimento che necessita di una chiara visione teorica e politica di quali siano le basi per una lotta vittoriosa contro il colonialismo e l’imperialismo, e cosa implichi la lotta per l’autodeterminazione dei popoli oppressi.
Troppo spesso, recentemente, le posizioni “postcolonialiste” hanno teso a presentare il problema come un percorso di “decolonizzazione” del linguaggio, dell’immaginario o delle relazioni, rifiutando una seria analisi materialista e di classe di cosa significhi oggi l’oppressione imperialista, e negandosi a qualsiasi discussione su quali possano essere strategie e metodi di lotta efficaci a raggiungere la liberazione dei popoli oppressi.
Riassumendo in una sola riga, potremmo dire che il dibattito è: “decolonizzazione” o lotta rivoluzionaria contro il capitalismo e l’imperialismo?
Per approfondire presentiamo due testi. Il primo, di Jorge Martin, svolge una critica di un classico del pensiero anticolonialista, I dannati della terra del rivoluzionario martinicano Frantz Fanon. Nel testo si riprendono tanto i punti forti dell’analisi di Fanon, in particolare la sua lucida sfiducia nella capacità delle borghesie dei paesi oppressi di lottare coerentemente contro il colonialismo, quanto i punti deboli, anche in relazione alla sua azione politica come partecipante al movimento di liberazione algerino.
Il secondo articolo è la rielaborazione della relazione di Franco Bavila presentata al convegno sulla storia dell’Internazionale comunista da noi organizzato nella primavera 2025. La relazione ricostruisce l’elaborazione della Terza Internazionale sulla questione nazionale e coloniale, mettendo in luce come, a differenza della Seconda Internazionale, essa si assumeva in pieno il compito di sostenere la lotta dei popoli oppressi e di stabilire un legame tra questa e la lotta di classe internazionale per il rovesciamento del capitalismo. Una elaborazione che smentisce la pretesa che il marxismo e il comunismo siano teorie “europee”, estranee ai bisogni dei movimenti di liberazione.
La seconda parte della rivista è dedicata al rapporto tra filosofia e scienza. L’articolo di Adam Booth mostra come la scienza non sia un mondo separato, dominato da verità assolute e incontrovertibili, ma che al contrario anche la ricerca nelle scienze naturali è un prodotto della società di classe ed è profondamente influenzata dai meccanismi economici, dalle diverse fasi storiche e anche dalle ideologie consolidate dalla classe dominante. Anche la scienza, come la società, ha le sue fasi di stagnazione e persino di regresso, così come in altre epoche vive delle autentiche rivoluzioni che aprono orizzonti completamente nuovi. Per comprendere questo processo è necessario che alla conoscenza scientifica si unisca una visione filosofica coscientemente materialista e dialettica.
L’ultimo articolo ritorna su questo punto con una recensione critica di un libro di successo, Helgoland, opera del fisico italiano Carlo Rovelli. L’articolo di Ben Curry evidenzia come Rovelli non sia che l’erede di una lunga lista di fisici e filosofi che hanno usato le scoperte della fisica quantistica per negare l’esistenza di una realtà materiale esistente al di fuori di noi, descrivendo un universo che viene chiamato in vita solamente quando un “osservatore” vi posi il suo sguardo. L’interpretazione “relazionale” di Rovelli è una variante delle teorie che da oltre un secolo hanno quindi tentato di trovare una base scientifica per introdurre la visione filosofica dell’idealismo soggettivo come base della nostra comprensione dell’universo e di noi stessi. Una filosofia retrograda, che non a caso ha spesso incrociato i suoi passi con posizioni mistiche e reazionarie e che combattiamo sul campo ideologico come parte integrante della nostra lotta contro il dominio del capitalismo, non solo nelle sue basi materiali economiche, ma anche nelle sue manifestazioni ideologiche.
L’articolo di Jorge Martin è stato pubblicato sul no. 45 di In Defence of Marxism, rivista teorica della Revolutionary Communist International, gli articoli di Adam Booth e Ben Curry sul no. 48. Ringraziamo Sara Concato, Vincenzo Ostuni, Francesco Salmeri e Alessandro Villari per il lavoro di traduzione e rielaborazione dei testi.
Novembre 2025
