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9 Marzo 2026di Franz Rieger
“I ricchi vogliono la guerra, i giovani vogliono un futuro!” era lo slogan principale col quale oltre 50mila studenti medi hanno scioperato il 5 marzo durante in oltre 140 città tedesche contro la reintroduzione del servizio militare obbligatorio da parte del governo tedesco. A Berlino erano poco meno di 10mila, ad Amburgo 5mila e a Monaco oltre 800. Questo fa seguito a una mobilitazione simile avvenuta il 5 dicembre dello scorso anno, in cui oltre 55mila studenti sono scesi in piazza.
La rabbia era palpabile! Era diretta, tra gli altri, al cancelliere Friedrich Merz (CDU) e al suo governo. La polizia di Berlino ha ritenuto opportuno e necessario vietare un cartello osceno che faceva riferimento a Merz e sporgere denuncia.
La maggior parte degli slogan era diretta contro la classe capitalista. Uno studente ha dichiarato all’Ostdeutsche Allgemeine Zeitung: “Noi frequentiamo scuole fatiscenti con troppo pochi insegnanti, mentre miliardi di euro finiscono alla Rheinmetall e Co.” Un altro studente ha spiegato: “Con il prezzo di un carro armato si potrebbero pagare oltre 100 insegnanti per un anno”.
Il messaggio è chiaro: il riarmo e la minaccia di guerre imperialiste sono esclusivamente nell’interesse dei ricchi e non nel nostro. Molti studenti hanno sfilato con bandiere rosse, stelle rosse o falci e martelli disegnate sui loro cartelloni.
Molti sono scesi in piazza anche per i loro fratelli più piccoli. Uno studente di 19 anni ha spiegato: “Sono qui perché non voglio che mio fratello minore abbia nulla a che fare con tutto questo. È contrario ai conflitti e non è portato per queste cose. Non voglio che succeda”. Uno studente di 20 anni ha detto che i giovani non dovrebbero sostenere le guerre “di un paese che vuole usarci come carne da cannone. Nella mia cerchia di amici, i nostri fratelli minori riceveranno la cartolina di precetto quest’anno. È importante mandare un messaggio adesso“.
La maggior parte degli studenti aveva tra i 14 e i 18 anni, anche se c’era un numero notevole di studenti molto giovani, di circa 12 o addirittura 10 anni, che hanno espresso chiaramente la loro protesta contro la guerra davanti alle telecamere.
Erano presenti anche alcuni genitori e insegnanti. Altri insegnanti, in solidarietà avevano deliberatamente deciso di non programmare verifiche nel giorno dello sciopero, per facilitare la partecipazione dei loro studenti alla protesta. Il Sindacato dei Lavoratori dell’Istruzione e della Scienza (GEW), che rappresenta la maggior parte degli insegnanti, ha espresso il suo sostegno allo sciopero scolastico, almeno a parole. Ha fornito ai suoi iscritti consigli su come utilizzare espedienti legali (“gite scolastiche”) per partecipare allo sciopero con le loro classi.
Tentativi di intimidazione
Circa due terzi dei giovani rifiutano il servizio militare obbligatorio. Per portare avanti comunque il riarmo e la coscrizione, la classe dominante ha lanciato una feroce campagna contro chiunque si opponga.
Su Deutschlandfunk, la più grande emittente radiofonica tedesca e convinta sostenitrice della “democrazia liberale”, al portavoce del movimento di sciopero studentesco sono state poste domande degne di un test per obiettori di coscienza al culmine della Guerra Fredda:
“L’Ucraina o lo Stato di Israele esisterebbero ancora oggi se i giovani di quei paesi si comportassero come voi?”, “Come sarebbe oggi l’Europa se ottant’anni fa gli inglesi, gli americani e i russi avessero detto ‘No alla coscrizione’?” “I responsabili della politica di difesa dei partiti centristi affermano che la Russia minaccia l’UE e anche la Germania; il presidente dell’AfD Tino Chrupalla ha detto che la Russia non minaccia la Germania – a chi credete?”
Ciò che sottintendono queste domande è chiaro: chiunque sia contrario alla coscrizione accetta la vittoria del fascismo o l’invasione straniera.
Anche alcuni dirigenti scolastici hanno fatto tutto il possibile per impedire le proteste studentesche, nell’interesse di chi detiene il potere. Una scuola di Kassel ha introdotto l’obbligo di presentare un certificato medico per chi non era presente quel giorno. Le scuole di Francoforte sul Meno e Halberstadt hanno apparentemente chiuso a chiave l’edificio dall’interno. In una scuola di Cottbus sono stati introdotti controlli delle borse per cercare volantini e manifesti dello sciopero studentesco. E le autorità di Stralsund hanno rifiutato di autorizzare qualsiasi assembramento durante l’orario scolastico. A Monaco di Baviera, la polizia ha prelevato di forza gli studenti dalla strada e li ha riportati a scuola.
Nonostante tutti questi tentativi di intimidazione, decine di migliaia di giovani sono scesi in piazza in tutto il paese. Il movimento di sciopero scolastico contro il servizio militare obbligatorio riporta alla memoria gli scioperi per il clima del venerdì del 2019 e del 2020, che al loro apice hanno visto 1,4 milioni di persone scendere in piazza. Resta da vedere se e con quale rapidità le proteste cresceranno. Il prossimo sciopero scolastico è previsto per l’8 maggio.
Il governo federale sta discutendo la possibilità di introdurre la coscrizione obbligatoria già nel 2027, perché non ci sono abbastanza volontari per raggiungere l’obiettivo di reclutamento e il 20% di loro abbandona il servizio militare dopo poco tempo. Se la coscrizione obbligatoria entrerà effettivamente in vigore, questo fornirà molto probabilmente un impulso al movimento.
Coscrizione a favore dei ricchi
Il governo federale vuole reintrodurre il servizio militare obbligatorio nell’ambito del suo programma generale di riarmo e militarismo. In realtà, non si tratta di difesa nazionale. Anche se la Russia uscisse rafforzata dalla guerra in Ucraina, non avrebbe né la forza militare né l’interesse a conquistare l’Europa. Tuttavia, chi detiene il potere sta alimentando questa paura irrealistica per imporre alla popolazione il riarmo e il servizio militare obbligatorio.
In realtà, non è il territorio tedesco e i cittadini tedeschi che i ricchi vogliono difendere, ma gli interessi imperialisti della Germania all’estero!
Durante la Guerra Fredda, gli Stati Uniti hanno fornito garanzie di sicurezza alla Germania e ad altri paesi europei. Con il sostegno degli Stati Uniti, per decenni l’imperialismo tedesco ha potuto esercitare nel mondo un’influenza maggiore di quella che avrebbe potuto avere contando solo sulla sua forza.
Ancora oggi, l’Europa orientale in particolare è sfruttata economicamente dall’imperialismo tedesco: le aziende tedesche stanno costruendo fabbriche in Polonia, Repubblica Ceca, Ungheria e Slovacchia, tra gli altri paesi, per produrre componenti per l’industria automobilistica tedesca. In questo modo, beneficiano di salari più bassi. La Germania vuole anche sfruttare i giacimenti di materie prime, come il litio, in Serbia. Questo rapporto imperialista è fondamentale per la competitività dell’industria tedesca ed è enormemente redditizio per i capitalisti tedeschi.
Tuttavia, l’imperialismo statunitense sta ora tentando di ritirarsi militarmente dall’Europa, al fine di concentrare tutte le sue energie sulla lotta contro l’imperialismo cinese. Ciò causerebbe alla Germania una perdita di peso militare e politico. Allo stesso tempo, altre potenze imperialiste competono con la Germania per le sue conquiste nell’Europa orientale: la Russia sta emergendo più forte dalla guerra in Ucraina e sta aumentando la sua influenza nella regione. Anche la Cina sta acquisendo importanza: gli investimenti cinesi e le esportazioni di merci verso l’Europa orientale sono aumentati rapidamente negli ultimi 15 anni.
Per non perdere la sua influenza sull’Europa orientale e su altre regioni, la Germania sta ora procedendo a un massiccio riarmo. Il riarmo ha lo scopo di impedire agli Stati Uniti di ritirarsi completamente dall’Europa. Inoltre, la Germania vuole poter affermare la sua supremazia in Europa con, secondo le parole di Merz, “l’esercito convenzionale più forte d’Europa”.
Ne sono esempi il dispiegamento di una brigata corazzata tedesca di 5mila uomini in Lituania e la missione in corso della Bundeswehr in Kosovo. Anche la spedizione di due giorni in Groenlandia di 13 soldati della Bundeswehr è stata un tentativo di affermare la posizione dell’imperialismo tedesco ed europeo nel mondo.
Ma questo tentativo è destinato al fallimento: l’economia tedesca non è più in grado di tenere il passo con le grandi potenze. L’UE è frammentata in 27 Stati. E l’industria tedesca degli armamenti è funzionalmente dipendente dagli Stati Uniti.
Il capitale tedesco sta comunque cercando di espandere la sua influenza, e la classe lavoratrice è chiamata a pagare il conto. Enormi somme di denaro vengono tagliate dall’istruzione, dalla sanità e dalle pensioni per essere investite in armi inutili. I giovani dovrebbero mettere a rischio la propria vita con il servizio militare obbligatorio, che lo vogliano o no.
Mobilitare la classe lavoratrice
I giovani non vogliono accettare tutto questo. Due terzi di loro rifiutano la coscrizione, ma il movimento potrà avere successo solo se la classe lavoratrice si unirà alla lotta. Solo la classe lavoratrice ha la forza sociale necessaria grazie alla sua posizione nel processo produttivo.
Il più grande ostacolo su questa strada sono i leader riformisti della Confederazione sindacale (DGB) e Die Linke. Dovrebbero essere loro a mobilitare la classe lavoratrice per la lotta contro il militarismo e i tagli. Ma hanno rinunciato da tempo alla lotta di classe e cercano invece compromessi con la classe dominante e di impedire che sorga una seria resistenza tra la classe lavoratrice.
Inoltre, adottano la stessa posizione del capitale tedesco sulle questioni di politica estera. Hanno sostenuto la guerra in Ucraina, così come il “diritto di Israele di difendersi”. IG Metall, il più grande sindacato dei metalmeccanici della Germania, collabora con l’industria degli armamenti su come la Germania possa riarmarsi al meglio.
GEW e Ver.di – il secondo sindacato più grande della Germania – si oppongono alla coscrizione a parole. Questo è positivo. Ma non stanno intraprendendo alcuna azione per condurre una lotta seria contro di essa che vada oltre i gesti simbolici. Invece di organizzare scioperi combattivi nei servizi pubblici per impedire i tagli e paralizzare così il riarmo, i burocrati sindacali stanno portando queste lotte sindacali a una sconfitta prematura con accordi al ribasso sui contratti collettivi di lavoro.
Alla sua conferenza di Gottinga, il movimento di sciopero scolastico ha deciso di “collaborare” con i sindacati. L’idea alla base di questo è corretta! Ma formulata in questo modo, di per sé non significa molto. Non bastano comunicati stampa o manifestazioni congiunte.
Il movimento studentesco deve avanzare rivendicazioni che possano coinvolgere la classe lavoratrice nella lotta, a cominciare da: «Libri invece di bombe, pensioni invece di missili, assistenza sanitaria invece di carri armati!». Deve invitare tutti i lavoratori, compresi insegnanti e genitori, a scioperare contro il riarmo, la guerra e la coscrizione obbligatoria. Deve chiedere pubblicamente che i vertici sindacali adempiano finalmente al loro dovere e intraprendano la lotta di classe contro i ricchi. I sindacati non devono cooperare con la classe dominante sul militarismo, ma devono combatterla con scioperi che possano colpirla dove fa male.
Rovesciamo i ricchi!
Stiamo lottando contro la coscrizione obbligatoria, ma la fine della coscrizione non impedirà le guerre imperialiste. Quando si arriva al dunque, il “diritto all’obiezione di coscienza” è inutile. Lo vediamo in Ucraina, dove questo presunto diritto fondamentale è stato abolito all’inizio della guerra.
Finché esisteranno i ricchi, essi condurranno guerre per i loro interessi capitalistici. Sono disposti a sacrificarci per questo. Ecco perché noi, come Partito Comunista Rivoluzionario (RKP) in Germania, diciamo: i ricchi vogliono la guerra? Allora rovesciamoli!
Come RKP, lottiamo per l’espropriazione delle grandi aziende e delle banche che traggono profitto dallo sfruttamento della classe lavoratrice in altri paesi e nel nostro! Lottiamo per l’espropriazione dell’industria degli armamenti e degli altri profittatori di guerra! Vogliamo invece un’economia pianificata sotto il controllo dei lavoratori che migliori la vita di tutti e sviluppi la pace e l’amicizia fra i popoli.
- Lotta di classe contro la coscrizione e il riarmo!
- Libri invece di bombe, pensioni invece di missili, assistenza sanitaria invece di carri armati!
- Diritti democratici e sindacali per tutti i soldati, elezione degli ufficiali, fine di tutte le vessazioni nei confronti delle reclute, abolizione del sistema di giustizia militare, organizzazione dei soldati semplici come parte del movimento operaio!
- Ritiro immediato di tutte le truppe tedesche dall’estero!
- Abbasso la NATO!
- Espropriare l’industria degli armamenti e il grande capitale!
- Rovesciare i ricchi! Lotta per il socialismo!

