
Pakistan – Ehsan Ali e i dirigenti dell’AAC arrestati di nuovo con l’accusa di terrorismo
13 Marzo 2026di PCR Firenze
Continua a intensificarsi la repressione del governo nei luoghi di lavoro e nelle scuole.
Denunciamo l’atto intimidatorio meschino avvenuto al liceo Machiavelli di Firenze, dove Haji, una studentessa di origini marocchine, è stata segnalata ai servizi sociali per aver preso parte a un presidio promosso dal Sudd Cobas, a sostegno degli operai della stireria L’Alba di Montemurlo. Lei e i suoi genitori sono stati convocati senza nessuna spiegazione, per poi ricevere accuse di negligenza data la sua partecipazione al sit-in invece che a lezione (cosa verificatasi falsa). Sono seguite minacce in cui veniva spiegato loro come una tale attivazione politica poteva compromettere per sempre la vita e la carriera lavorativa della ragazza. La vicenda è continuata nei giorni successivi con un’ispezione della loro casa e colloqui con insegnanti, che chiaramente non hanno portato a nulla se non a spaventare ulteriormente la famiglia. È una situazione inaccettabile in cui addirittura una struttura come quella dei servizi sociali viene posta al servizio della repressione statale.
Ma questo non è stato un atto isolato, ritroviamo le stesse dinamiche in diversi istituti qui in Toscana, come nel resto d’Italia, in una lista sempre più lunga di episodi volti a reprimere il dissenso. A Bagno a Ripoli è stata depositata una mozione in Consiglio comunale, da parte di Fratelli d’Italia, per proporre di schedare gli istituti “ideologizzati”, “antifascisti”, “di sinistra”, “pro LGBTQ+”, “comunisti ” e con insegnanti di sinistra.
Azione Studentesca, movimento giovanile legato anch’esso a Fratelli d’Italia, aveva lanciato una campagna simile a inizio 2026, nella quale invitava a segnalare i docenti che farebbero propaganda anti-governo. L’esempio più emblematico è stato il caso del liceo Carlo Livi di Prato dove, sempre i militanti di questo gruppo, hanno appeso all’esterno dell’edificio uno striscione contro insegnanti accusati di indottrinare gli alunni nelle ore di educazione civica, trasmettendo i valori dell’antifascismo.
Deve essere chiaro come quello che osserviamo sia la reazione di un governo borghese, un governo della minoranza, dei padroni, dedita ad attaccare gli studenti e i lavoratori che si organizzano per lottare in difesa della scuola pubblica. Sono sintomo di una fase di crisi del sistema capitalista che non lascia più margine alle concessioni, ma solo a tagli allo stato sociale e alla repressione, sintomo di una Stato che ha paura, perché conosce il potenziale delle lotte che possono nascere soprattutto nel corpo studentesco.
Tutto questo si può combattere solo tramite la costruzione di organi di discussione e organizzazione politica dal basso, in ogni scuola e luogo di lavoro. Bisogna riprendersi ogni spazio politico che è stato sottratto, dalle assemblee d’Istituto ai collettivi.
Contro il governo Meloni, in solidarietà alle lotte di studenti e lavoratori!

